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TREKKING IN EMILIA-ROMAGNA - 7 itinerari da non perdere

 

Se cerchi una scusa o un'occasione per riempire i polmoni di aria pura, immerso nella natura, sei nel posto giusto. 
Partire con lo zaino in spalla per una giornata immersa nel verde mi è sempre piaciuto, per questo ho stilato una lista dei 7 migliori itinerari di trekking in Emilia Romagna, con diversi livelli di esperienza, riuscendo a conciliare la volontà del camminatore solitario sia colui che ama stare in compagnia. Fare escursionismo in Emilia Romagna vuol dire, del resto, immergersi in una realtà naturale e incontaminata. Dalle vette degli Appennini Tosco-Emiliani alle bellezze collinari della Romagna, capaci di stupire. Non ti resta che scegliere.  


1. DA CAMPIGNA AI PRATI DELLA BURRAIA 

Difficolta: E - medio/facile 

Lunghezza: 5 km 

Tempo di percorrenza: 3 ore circa 

Dislivello: 400 m 

Quest'escursione parte da Campigna, per poi immergersi nel pieno del Parco delle Foreste Casentinesi, ambiente in cui la natura domina sull'uomo. Un itinerario suggestivo lungo la vecchia strada forestale del Fosso Abetino completamente immerso in boschi di faggio, abete e tasso. La mulattiera sale fino alla vecchia pista da sci della Burraia per poi continuare fino agli sconfinati Prati della Burraia con panorami mozzafiato.


2. ANELLO DELLE GUALCHIERE 

Difficoltà: E  - medio/facile 

Lunghezza: 11 km 

tempo di percorrenza: 3 ore e mezza

dislivello: 400 m 

Ci troviamo a Bagno di Romagna, un percorso ben segnalato inizia dall'agriturismo " Le Gualchiere" imboccando il sentiero CAI 177/18, si costeggia il fiume su un antica mulattiera, che conduce fino al rifugio di Nasseto (897m) da qui ci si addentrerà in una zona selvaggia e isolata, per poi raggiungere Castel dell'Alpe;l'itinerario prosegue passando poi per i ruderi del Podere Il Chiuso, per poter raggiungere  nuovamente il sentiero di partenza si dovrà guadare il corso d'acqua.Un trekking vario,che permette di ammirare paesaggi mozzafiato, mettere a mollo i piedi nell'acqua fresca, e ascoltare in silenzio i suoni della natura selvaggia.


3. ANELLO DI SAN LUCA (Parco della Chiusa - San Luca - Bregoli) 

Difficoltà: T -E 

Lunghezza: 6 km 

tempo di percorrenza: 2 ore 

Dislivello: 194 m 

Quella dell'anello di San Luca, è un'escursione semplice ma varia, il sentiero parte dal Parco della chiusa noto anche come Parco Talon, per poi addentrarsi nel bel mezzo del sentierino stretto delle Montagnole, che vi porterà fino alla Montagnola di Sopra, dopo poco, si giunge alla Via di San Luca che permette di raggiungere il maestoso Santuario della Beata vergine di San Luca che dominando la vallata del fiume Reno, obbliga a portare lo sguardo al notevole panorama e alle alture dell'Appennino. Da qui si scende fino all'arco del Meloncello oppure è possibile imboccare il sentiero dei Bregoli per raggiungere nuovamente il punto di partenza.

4. ANELLO DI PREMILCUORE 

Difficoltà: E 

Lunghezza: 10,6 km 

Tempo di percorrenza: 4 ore 

Dislivello: 460 m 

Tra gli itinerari escursionistici, che si possono fare nel Parco delle Foreste Casentinesi, certamente vi sono quelli che raggiungono le scenografiche cascate dell'Acquacheta. 
Che ne pensate allora di un tuffo in questa bellezza? Un percorso escursionistico intermedio, un giro ad anello che ha inizio dal  paesino di San Benedetto in Alpe da cui parte il sentiero n.407 che risale il torrente. Insomma un luogo tutto da scoprire, rimanendo sempre un trekking che riesce sempre a mettere d'accordo tutti.

5. SAN LEO 

Difficoltà: E 

Lunghezza: 16,5 km 

tempo di percorrenza: 8 ore

Dislivello: 600 m 

E se vi dicessi che potreste vedere le dolomiti senza spostarvi dalla Romagna? che faccia fareste? ebbene si è tutto vero, non saranno come quelle vere, ma nel loro piccolo sanno davvero sorprendere.Il sentiero parte dalle vicinanze della chiesa di Montefogno, da li si sale sulla "cresta dei Tausani" da cui sorge un panorama notevole sulla valle, il sentiero continua giungendo a San Leo, "la più bella città d'Italia" come la definiva Umberto Eco. Da qui si tornerà poi indietro ad anello passando per il convento di Sant'Igne, continuando sul versante basso della cresta ritornando nel paese. 


6. ANELLO DI MONTE MAURO

Difficoltà: E medio/alto 

Lunghezza: 14 km 

Tempo di percorrenza: 6 ore 

Dislivello:779 m


A Brisighella, alla scoperta del parco della Vena del gesso Romagnola, la massima elevazione di questo trekking sarà Monte Mauro con i suoi 505 metri s.l.m, nonostante la modesta altitudine, regala panorami notevoli, imboccando il sentiero 511, dalla pieve di Monte mauro si arriva fino alla vetta, volendo si può proseguire sino al Monte della volpe.In alcuni tratti il sentiero è leggermente esposto con la presenza di alcuni inghiottitoi (attenti a dove mettete i piedi!). 

Da Monte mauro è  visibile in lontananza Borgo Rivola, il sentiero prosegue con un bivio, che permette di lasciare il crinale e scendere ai Crivellari,perché poi la traversata del gesso scende prima a Borgo Rivola (110 mt) per poi risalire a sasso Letroso, e alla Riva di San Biagio. Una volta arrivati all'antico borgo di Crivellari, si imbocca il sentiero 513 di ritorno passando per un deserto di gesso; al Monte Casazza si segue il sentiero a serpentina che chiuderà l'anello. 

7. L'ANELLO DELL'ACQUA CADUTA

Difficoltà: E 

Lunghezza: 15 KM 

Dislivello: 950 M

Tempo di percorrenza: 6 ORE 

Percorso ad anello molto interessante, sebbene non frequentatissimo, si tratta di un percorso che parte dal Parco del Corno alle scale, in particolare da un paese, che si chiama Monte acuto delle Alpi, paese meglio conservato del nostro Appennino, da lì si scende verso un molino che permette di raggiungere il Santuario della Madonna del faggio, per molto tempo oggetto di pellegrinaggi, un punto interessante sotto il profilo architettonico e della vegetazione, da cui passa il Rio Baricello, popolato da anfibi come la salamandra pezzata, che è molto bella da vedere, da li risale lungo il corso, per arrivare presso le cascate dell'Acqua caduta, nella formazione di Cervarola , seguendo il cammino troviamo la foresta del Teso, una faggeta antica e poco lavorata dall'uomo, riserva di caccia del gran Duca di Toscana.

Si imbocca una tratto di strada forestale verso il passo della Donna morta, chiamata cosi poiché una donna disperata per lo ostracismo a cui era sottoposta nel suo paese, tentò di valicare per andare in Toscana, ma morì prima, sorpresa dal maltempo, da lì sentiero passa da un nido d'aquila non più frequentato, arrivando di nuovo al punto di partenza.

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1 Comments

  1. Ho vissuto tanti anni in Emilia Romagna e andavo spesso sulla Pietra di bismantova, vero miracolo della natura! di quelli da te citati ho fatto solo l'anello di San Luca.

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